di Letizia Lupino

PISTOIA. Un’unica data quella di stasera al teatro Manzoni di Pistoia. Un’unica data in questo molle giovedì che accompagna il fine settimana. Sorprende la scelta o forse no, ma il teatro non sgomita, la platea è morbida, i palchetti pressoché vuoti. Sembra quasi che lo spettacolo che andrà in scena sia per gli addetti ai lavori o per chi lo ha organizzato. Facce fresche riempiono fin dove lo sguardo può abbracciare: non sembra certo il solito posto di qualche giorno prima. Le eco cambiano. I target anche. Evidentemente. Il palco è sgombro, bianco il fondale e il pavimento. Una poltrona gonfiabile fucsia da un lato, un microfono ad asta dall’altro. Niente di più eppure è sufficiente, forse avanza. Le luci si abbassano quel tanto che basta per rischiarare il buio completo. Il bianco è abbacinante, la poltrona spicca come un frutto maturo nella sua gonfiosa opulenza. L’ingresso musicale di rito fa da apripista a Cristiana Morganti (fresca fresca del Premio della Critica 2022, per questo spettacolo prodotto dall'Atp) che sale sul palco come se fosse il soggiorno di casa sua, una confidenza di anni di frequentazione. Non ci sono segreti, tutto è palesato, tant’è che il bianco pare ancora più bianco. Behind the light d’altronde è ciò che già è. Non siamo pronti a quello che sta per succedere. No, non siamo pronti, perché la danza è sempre un po’ un labirinto; tu ci entri con una direzione per poi scoprire che ne esci completamente ribaltata da un’altra. Frastornata. Ed è esattamente quello che è successo a noi.