di Letizia Lupino

PISTOIA. Un arco temporale di 91 anni, dal debutto di quel lontano 12 febbraio a una nuova e sorprendente proiezione al Funaro di Pistoia il 2 settembre 2022. Sì, sembra di essere al cinema, ma senza popcorn, ma cosa importa se quel che viene proiettato è Dracula di Tod Browning, pietra miliare del genere horror e di quello che da allora è diventato? La veste è sempre quella ovviamente, un film in bianco e nero senza perimetri netti, nonostante il periodo storico sia delineato, che ti sbalza subito indietro in un tempo indefinito, almeno, questa è la sensazione che io vivo. Il bianco e nero mi trasporta in un limbo temporale spreciso, sfrangiato, opaco. E mi piace, mi piace un sacco. Così quando sono arrivata in sala non sapevo bene cosa aspettarmi; d’altra parte mi ero anche informata poco lasciandomi solo trasportare dalla locandina che avevo visto: Dracula, riadattamento cinematografico del celebre romanzo di Bram Stoker e dai brividi che, sia il film di Francis Ford Coppola che il libro, mi avevano lasciato a suo tempo. E tanto perciò mi è bastato. Travolgente la decisione di rendere la colonna sonora, di cui il film del 1931 è quasi totalmente privo, reale da quarta dimensione, visibile, presente e possente.