
PISTOIA. Far ridere, è affar serio. Riuscirci per un’ora e mezzo, quasi ininterrottamente, è proibitivo. È così difficile, che alla fine, l’illusionista Maria Cassi, onecatshow del suo Maria… animale da compagnia, ha deciso che per ringraziare il pubblico pistoiese del Funaro, che l’ha incessantemente omaggiata a suon di risate e battimani per tutta la rappresentazione, fosse giusto piangere. In quelle lacrime, la liberazione di un bloccoumanocosmico che sembra finalmente alle spalle e un dolore, incommensurabile e inconsolabile, con il quale ha dovuto fare i conti proprio recentemente e dal quale non si separerà mai. Del resto, That’s life, opus maximum di Frank Sinatra, di cui anche la sua reincarnazione canadese, Michael Bublé, ha voluto allungarne la leggenda, è il motivo che apre e chiude il sipario sullo spettacolo. Che nasce da un pretesto perdonabile, Viaggio intorno alla mia camera, manoscritto di Xavier de Maistre, ormai impolverato da oltre due secoli di storia e figlio di una condanna, di quaranta giorni, agli arresti domiciliari. Quando i muscoli facciali sono così allenati da potersi deformare plasticamente, quando con quella voce fiorentina, scusaci, Maria, fiesolana, che sembra una fioritura irriverente sulle origini della purezza della lingua italiana e invece è lo slang abituale da piazza San Marco a Settignano, quando le mani, anziché accompagnare un monologo irriverente sembrano essere quelle di un direttore d’orchestra, beh, sappiate che ci troviamo al cospetto di un’animalessa da palcoscenico che da trent’anni porta in giro i suoi personaggi e lei stessa in tutto il Mondo.