
PISTOIA. Ognuno ha fatto come meglio ha potuto. La prima quarantena forzata e forzosa della storia dell’umanità tutta (teniamola a mente; non è detto che non si ripeta) ha generato, oltre che (im)motivate paure incontrollabili, anche una serie di impensabili anticorpi. Durante quegli interminabili cinquantanove giorni di totale isolamento, Alessandro Benvenuti ne ha approfittato per continuare a fare quello che gli riesce meglio: gigioneggiare. Panico ma rosa, diario di un intubabile, alla Fortezza Santa Barbara di Pistoia (si replica stasera, alle 21,15) sono gli appunti presi da un veterano dello spettacolo nella sua abitazione romana, dove vive con moglie e figli e portati in scena in attesa che il teatro e il mondo dello spettacolo si rimetta davvero in moto. E visto che lezioni di come stare sul palcoscenico l’ultra settantenne fiorentino (dopo mezzo secolo trascorso tra la televisione, il cinema, il teatro e il cabaret) può non prenderle da nessuno e darle, brocciolare lo stupore da dove vengano quegli imbecilli dei 33 trentini che trotterellano su Trento e da lì seguire un filo conduttore di nonsenso fino alla liberazione è puramente un gradevole e simpatico esercizio per come mantenersi in forma.