
PRATO. La felicità si taglia con il coltello, anche se le avverse condizioni climatiche non favoriscono particolari euforie e costringono gli spettatori, onde evitare sferzate gelide di vento e gocce obliqui di pioggia, ad accalcarsi nel foyer, seppur muniti tutti, anche i personaggi cromaticamente più assortiti, di mascherine, qualcuno addirittura doppia. Però, dopo tanti mesi di silenzio, paura, sconforto e desolazione, ci ritroviamo all’ingresso del Fabbricone, a Prato, perché lo spettacolo, Le nozze (si replica tutte le sere alle 19, fino a domenica 16 maggio, alle 18), va a incominciare. Dei personaggi dell’originale stesura cechoviana, il regista, Claudio Morganti, abituato a farsi beffa di tutto e tutti, conserva a stento i nomi sovietici, soprassedendo su tutto il resto, soprattutto quel che riguarda la bassezza borghese di fine ‘800, che nella sua personale rivisitazione prende la forma di una satira arboriana, catapultando la rappresentazione teatrale nella mitica televisiva Altra Domenica, con il polistrumentista e polifonico Roberto Otto & Barnelli Abbiati in qualità di sovversiva colonna sonora e il pasticcere greco, con un marcato influsso ciociaro, Luca Andy Luotto Zacchini, supportati, sullo sfondo muto, ma non per questo meno efficace, da Ilaria Francesca Marchianò, cameriera pasoliniana, ma anche un po’ keatoniana.