PANICALE (PG). C’è poca gente, a Panicale. Borgo incantevole e incantato alla periferia di Perugia, che da uno dei suoi varchi guarda il lago Trasimeno come se fosse suo. In realtà lo è. Lo hanno capito perfettamente i molti statunitensi che lì, in quella stupefacente location (si può scrivere, parliamo di yankee), si sono assicurati un posto in paradiso, nel paradiso che esiste e per il quale non occorre essere stati buoni buoni, per meritarlo. C’è poca gente a Panicale, nonostante la giornata ultra primaverile battezzata dalla domenica delle Palme e dall’ora legale, perché la pandemia è ancora tra noi e i vaccini, invece, che ci dovrebbero essere, sembrano ansiosi di aspettare nuove varianti e ondate, per farsi inoculare. Ma quelli di Ponte di Archimede Produzioni e Stazione Utopia non si sono lasciati scoraggiare e seppur vigili sui probabili contagi e allertati da ogni misura cautelare, per l’ottantottesimo giorno dell’anno, il Piano Day, il Natale dei pianisti (ottantotto sono i tasti di un pianoforte), si sono fatti trovare pronti e sono riusciti ad allestire una delle celebrazioni rivolte al futuro più belle che si potessero pensare, anche al di là del Covid.