PISTOIA. Dopo aver fatto il giro dell’Europa, dell’Asia, degli Stati Uniti e vantare il primato di essere stato il primo ad illustrare i suoi scatti all’Ermitage di San Pietroburgo, anche Pistoia, sua città natale, si decide a immortalare le fotografie di uno dei suoi più importanti cittadini a cavallo degli ultimi due secoli: Aurelio Amendola. Che non ha bisogno di alcuna presentazione (figuriamoci la nostra!), ma di cui siamo piacevolmente costretti a parlarne perché da oggi, lunedì 8 febbraio e fino al prossimo santo patrono, San Jacopo (25 luglio), alcuni dei suoi ritratti sono custoditi nell’Antico Palazzo dei Vescovi, in piazza Duomo e a Palazzo Buontalenti, in via de’ Rossi, due siti preziosi della città divisi tra loro da poche centinaia di metri e che appartengono, entrambi e con lo stesso fascino artistico, alla storia della città. Due momenti specifici e al pari determinanti di questo straordinario artigiano dell’immagine che non ancora trentenne, dopo aver avviato la propria bottega fotografica, si imbatte nello storico d’arte Gian Lorenzo Mellini.