di Olimpia Capitano

LIVORNO. Tra i film presentati in queste giornate di FIPILI Horror Festival c’è Samp. Un film nato dal connubio umano e artistico tra Antonio Rezza e Flavia Mastrella, presentato nell’anno corrente al Festival del Cinema di Venezia durante la Giornata degli Autori, dopo 19 anni di riprese, montaggio, momenti di abbandono e rielaborazione, discussione e riflessione sull’opera. Questo lungo processo è indicativo non tanto per la prassi in sé, quanto in relazione alla crucialità di quanto rappresentato: dopo quasi venti anni le tematiche, le visioni maniacali e i linguaggi che attraversano il film impattano con violenza sulla realtà dell’oggi, proprio perché sembrano emanare direttamente da essa. La mania è senz’altro e anzitutto una linea guida che orienta la scelta dell’esasperazione sostanziale e formale della pantomima, portando a superare una prima impressione di grottesco, la cui accezione manieristica non si sposa con la manifesta esigenza di mostrare al parossismo pulsioni umane rifiutate e nascoste sotto pesanti strati di forma e perbenismo.