CECINA (LI). Da Saigon, al di là della considerevole distanza (9.680 chilometri), siamo convinti di poter dubitare, quasi con assoluta certezza, che in questi undici anni, da quando a Cecina mare, lungo il Viale della Vittoria, ha aperto L’Imperfetto, un cambogiano sia mai andato a trascorrerci qualche ora. Se fosse nelle nostre possibilità, comunque (e visto il nome della nostra testata, in Cambogia, qualcuno, potrebbe anche esserci, che ci segue), glielo suggeriremmo volentieri. Anche islandesi e canadesi, comunque, sempre stando alle indicazioni chilometriche affisse all’ingresso, non crediamo siano mai abbondati, nel locale. Sì, perché è un posto obliquo, più che Imperfetto, dove oltre che mangiare (benissimo) e bere, si può aspettare la notte senza patemi d’animo, senza ansie da prestazione e consapevoli e inermi al cospetto dell’inderogabile principio che tutto passi, si può anche prendere la modesta rivincita e stabilire che, fino a quando ci siamo, cerchiamo di vedercene di bene. Non conosciamo così bene Luigi, Michele ed Emanuela Guardascione, i fratelli napoletani che a un certo momento della loro vita, trascorsa a spaccarsi le ossa per gli altri, hanno deciso di lavorare per loro, ma siamo pronti a scommettere che la pensino all’incirca così.