
PISTOIA. Hanno aspettato il giorno del suo compleanno, il 2 luglio e invece di celebrare un mesto e irragionevole funerale un paio di mesi prima, hanno preferito farle la festa. È stato bello esserci, nel giardino dietro Villa Rospigliosi, ieri, nel pomeriggio, per ricordare con tanta emozione e commozione, ma senza lacrime, anzi, con il sorriso stampato sulle labbra e con l’impegno, tacito e profuso, di farla continuare a vivere davvero, la vita teatrale, fusa e confusa con quella umana, di Cristina Pezzoli, la regista morta lo scorso 22 maggio. A organizzare tutto, Gigi Croce, il primo marito, coadiuvato da alcuni amici, suoi e di Cristina - in particolare Saverio Cona e il suo staff -, che sono riusciti con un semplice passaparola a rinviare, rimandare e trasformare l’inevitabile e grigio ritrovo funebre in una imprevedibile e coloratissima festa. Ognuno con i suoi propri indelebili ricordi, ognuno con i propri indimenticabili e leggendari aneddoti, ognuno con ancora stampate nel cuore le fantastiche litigate al ritmo di verità, deambulazioni, prove interminabili, improvvisazioni. Quando la calura ha iniziato a dare un po’ di tregua, gli invitati, gli autoinvitati di Villa Rospigliosi, quelli che per nessuna ragione al mondo avrebbero voluto non esserci, i vecchi compagni di avventure teatrali iniziate alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi e proseguite,