di Francesca Infante

È GIUSTO aver lavorato senza ricevere riconoscimenti? È giusto essere considerati disoccupati dallo Stato, quando tu non ti senti affatto disoccupato? È giusto essere invisibile per ogni Istituzione? È un giusto che i giovani siano appesi a un filo, che rischia di rompersi e rompere ogni loro sogno? Un filo che se prima era sottile, adesso è quasi trasparente. I dimenticati, ho deciso di dare questo nome a chi, come me, ha lavorato come uno schiavo, ha fatto salti mortali per formarsi e sopravvivere, e che adesso è disoccupato, quasi invisibile, come se, visto che il mondo si è fermato, abbia smesso di muoversi anche lui. Ma quanti tipi di dimenticati ci sono in questa situazione? Forse troppi. E visto che nessuno ci chiede niente, perché per molti siamo niente, abbiamo decido di chiedercelo da soli, perché dopo anni di studi, fatica e tanta voglia di fare (forse anche meglio di chi è a fare in questo momento), siamo stati ridotti a quelli che non possono chiedere nemmeno 600 euro, in questa situazione d'emergenza, perché il nostro capitale lavorativo non esiste. E questo ci fa sentire come se non esistesse nemmeno il nostro capitale umano. Siamo invisibili per molti, siamo quelli che possono essere sacrificati, anche se facciamo più fatica degli altri a farci spazio in questo mondo. Il mondo dell'Arte. Ce lo siamo scelti, sapendo che niente sarebbe stato semplice.