di Saverio Cona

FIRENZE. Mi chiedo quanto sia necessario scrivere adesso di arte, cinema, letteratura o musica; o se invece, a pensarci bene, non ci sia momento migliore di questo, in cui sembra che tutte le più fantasiose distopie letterarie trovino la loro realtà. La pandemia ci ha catapultato in un futuro che continuavamo a sospingere un po’ più in là. Questo mi pare un momento di crisi anche antropologica: ci rivela il lato debole e vulnerabile della formidabile potenza umana. Una nota su Facebook ha annunciato pochi giorni fa che le Trasmissioni sono giunte al termine. Neil Andrew Megson ha lasciato questa dimensione in uno dei momenti più difficili per l’umanità. Nelle sue progressive trasformazioni, la lingua italiana ha lasciato per strada un elemento essenziale che il latino possedeva: il pronome neutro. L’inglese, invece, l’ha mantenuto, rendendo sicuramente più agevole la descrizione di Genesis P-Orridge. La sua parabola artistica nelle molteplici incarnazioni assorbe tutto il marcio dell'ultimo mezzo secolo, ed è questo a renderla nella sua totalità così peculiarmente nomade: il pensiero di John Cage e gli esponenti di Fluxus nelle sue primissime sperimentazioni; tutto ciò che oltrepassa i limiti della decenza di quello che è stato prodotto in musica, performing art, comunicazione nei primi anni ‘70 lo si ritrova nei COUM Transmissions e nei Throbbing Gristle;