di Ivano Montano

SALERNO. In tutto il mondo è notte polare. Una notte buia, che dura mesi; le nostre vite congelate, cristallizzate. Stalattiti e stalagmiti di progetti futuri che diventano sogni. Chi ha spento la luce? Faccio fatica a pensare che sia stata Madre Natura che, seppur talvolta matrigna, non sarebbe mai capace di creare un killer invisibile, dopo aver dato vita a capolavori da togliere il fiato. Michelangelo Buonarroti non esultò certo con una bestemmia, quando portò a termine La Pietà. Il virus senza pietà sarà roba da laboratorio chimico di qualche base militare. Intanto, anche qui in Terronia, siamo in piena resistenza; sono barricato in casa con la famiglia; la porta di casa è ormai adibita a porta da calcio. Le interminabili sfide a rigori con mio figlio scandiscono il tempo, rallentato come il motore del Paese. In porta entrano i gol, solo loro. Tutti gli altri, amici, parenti, rappresentanti del Folletto e postini, fuori. Nella vita prima della guerra, stavo cominciando ad apprezzare l'utilità del mio acufene, che da due anni mi ha ovattato l'orecchio sinistro: almeno, mi faceva ascoltare solo la metà delle cazzate della gente.