PISTOIA. Parrebbe un’offesa se scrivessimo che Giorgio Tirabassi che abbiamo incontrato nel tardo pomeriggio a Pistoia, in via dell’Ospizio, davanti alla libreria Lo Spazio, atteso da colleghi (nostri), curiosi e appassionati a presenziare la V edizione di Presente Italiano, è lo stesso che abbiamo applaudito a teatro, trascorso in ciabatte sul divano della sala le serate in televisione e con il quale, da quarant’anni a questa parte, dividiamo e condividiamo sorrisi al cinema. Lo scriviamo perché siamo convinti che lui non si sognerebbe mai di fraintendere e non traviserebbe il nostro complimento con l’accusa infondata di possedere un debole pallone prossemico. Alla naturale tragicomicità del suo viso, keatoniano seppur provvisto di pizzo, educato all’umorismo inglese da Gigi Proietti e fortificato a trecentosessanta gradi da Dino Risi, Ettore Scola, Sergio Citti, Claudio Caligari, Carlo Mazzacurati, Francesca Archibugi, Ascanio Celestini e altri autori di prestigio, rispondono perfettamente i ruoli e i personaggi che gli sono stati affidati nel tempo, fino alla sua ultima scommessa, la regia, proposta con coscienza e dignità, ma senza fare proclami e soprattutto senza voler accontentare nessuno di quelli che vorrebbero intiepidire l’arte.