di Raffaele Ferro

PISTOIA. Se esiste un posto dove di sicuro non ti disturba nessuno, e soprattutto nessuno chiama le forze dell’ordine per denunciare musica a alto volume, o per i cosiddetti schiamazzi, è una zona industriale. Noi, a Pistoia, per fortuna, abbiamo la zona di Sant'Agostino dove in fondo, oltre le ultime fabbriche e aziende, c'è un posto meraviglioso chiamato la Segheria. Di solito, questi luoghi riabilitati a realtà artistiche espositive teatrali, come appunto la Segheria, sono locali dismessi, aziende cessate. In questo caso, no: alla Segheria si lavora ancora il legno! Ieri sera di fatto è stata la serata di chiusura estiva (una vera e propria fiesta, con tanto di musica, alcol, carote meno avvizzite del solito, gara di bocce e lotteria annessa, con ricchi premi e cotillon) di questo luogo laicamente sacro dove proprio da quest’inverno, oltre a lavorare il legno e ad aggiustar ciò che si rompe sono stati allestiti spettacoli, seppur per pochi intimi (è questione di spazio, non di snob), di indubbio prestigio, sotto la direzione artistica degli occupanti autorizzati il covo: Gli Omini.