
AULLA (MS). La miccia, lunghissima, è ormai prossima a scatenare la scintilla che provocherà la detonazione; ipotizziamo il prossimo 5 ottobre, come giorno X, quello della deflagrazione: è quando uscirà il suo nuovo album. Lei, Serena Brancale, omaggiata ieri sera dal Premio Lunezia, sezione Jazz, alla XXIII edizione della manifestazione di Aulla, è concentratissima, un vero e proprio caterpillar di emozioni, luci, colori, tonalità, sguardi, sorrisi, bellezza, che centellina con dovizia di attenzioni e circostanze e che divide e condivide con l’anima e il diaframma che la condurranno dove sognava di arrivare da bambina. Ve ne avevamo già parlato, di questa meravigliosa macchina vocale, quando, intenti a deliziarci con l’ascolto di Erika Badu, Youtube ci suggerì l’ascolto, collaterale, di questa ex bambina, oggi donna prodigiosa, di Bari, che scherzava con la musica, con la vita e con il mondo spostandosi, sistematicamente, più in là, dove si incontrano grosse difficoltà di apparentamento per le catalogazioni e i filoni musicali.