
PISTOIA. Le dita, crescendo, gli si allungheranno e allora, sorvolare sui capotasti della sua sei corde, sarà più facile e anche appassionante. Anche i capelli, molto probabilmente, non saranno più tagliati a bravo scolaro, così come la chitarra che imbraccia, costruitagli dal padre con un pezzo di mogano (il braccio) e una lattina di olio (la cassa acustica), sarà un’altra: ma questa, quella di stasera, 13 luglio 2018, non la dimenticherà mai, in nessuno posto e con molta probabilità se la porterà dietro, nelle tournée che gli auguriamo sottoscriva, come immancabile amuleto. Però, il sound, si sente da lontano, così come la grinta, il corpo che segue il ritmo, le labbra che si rapprendono quando si preannuncia l’approssimarsi di un assolo e il pischello, tutto questo, ce l’ha addosso. Certo, la passione si riflette, ma il padre, che lo segue con meticolosa attenzione, dice che anche a lui, piace il blues, ma non come al figlio. Il sangue, blues, del resto, non mente e allora, appuntiamoci questo nome: Enea, e questo cognome, Barzaghi (la foto, scattata con il telefonino, è del batterista Raffaele Marseglia); se ne sentirà parlare.