PISTOIA. A volte, la bravura, è inversamente (s)proporzionale al senso della propria espressione. I Killer Queen – ieri sera al Santomato live, occasione per celebrare il ventiseiesimo anno dell’inconsolabile scomparsa di Freddie Mercury (24 novembre 1991) – sono uno dei più fertili e professionali esempi di quanto stiamo per scrivere. Certo, lo sapevamo anche prima; i tributi non li scopriamo oggi; ne circolano, da parecchi anni, di svariati tipi. Ci sono le reincarnazioni, musicali, di Vasco Rossi, dei Beatles, di Gianna Nannini, quasi tutte sulla falsariga del rock and roll, dalle punte più estreme a quelle più popolari. Tributare George Benson, in verità, o Bobby McFerrin, gli Steely Dan o Donald Fagen, anche da da solo, i Manhattan Transfer o Rachelle Ferrell è impresa un po’ più ardua, ma non è su questo che vogliamo disquisire.