LUCCA. È un compositore. Principalmente, suona il basso e il contrabbasso, con svariati gruppi del circondario e non solo, ma persone con le quali divide e condivide la stanza della sua mostra retrò in Corto dell’Angelo a Lucca, ci assicurano che sia bravo, molto bravo, anche imbracciando altri strumenti, addirittura etnici, come il sitar e il setar indiani. Senza dimenticare – lo scriviamo perché per la mamma è motivo d’orgoglio – che Stefano Chelotti – più semplicemente Pepi, alla storia dei posteri – è uno psicologo. Questo ultimo suo lavoro, ultimo in ordine di tempo - dubitiamo che un giorno possa mai sentirsi appagato -, è una miscela esemplare delle sue facoltà: gli studi introspettivi, la musica e il totale rifiuto dell’informatica.