di Libero Scoccimarra

PISTOIA. Ci abbiamo messo due mesi per scrivere questo frammento di dolere. Ci eravamo ripromessi di non farlo. In questa drammaturgia - "In Ginocchio – storie di mafia" - troppe parole ci avevano infastidito. Troppi sconcertanti insulti erano arrivati a noi pubblico che, incosciente della vera mentalità mafiosa, ci siamo sentiti colpiti da quelle frasi, da quei ragionamenti, da quelle accuse, che solo una persona che ha vissuto veramente la violenza della delinquenza organizzata di stampo mafioso può enunciare, sputandocela in faccia con la più grossa delle arroganze “io so! io ho visto! voi, siete tutti colpevoli!”. La lezione storiografica sul 41bis e sul 416bis fatta dal Sostituto Procuratore Claudio Curreli che aveva introdotto con dovizia e passione la mattinata, non era bastata a far capire quanta crudeltà e menzogna si celino dietro un mondo che non è parallelo a quello in cui viviamo, ma è al suo interno.