
FIRENZE. Dal Senegal. Dall’Eritrea e da altri Stati dell’Africa dove chissà come si potrebbe stare se l’Occidente tutto, guidato dal capitalismo, non li avesse dissanguati, resi schiavi e costretti poi a fuggire per cercare un posto dove vivere e morire in pace. Paradosso vuole che ad ospitarli siano proprio quei Paesi che hanno loro succhiato risorse, sangue e dignità e che oggi, paradossalmente, si ritengano invasi. Un corto circuito mostruoso, nel quale attingono risorse e ricchezze una miriade di speculatori. Poi, però, esiste altro, che a Firenze, ad esempio, si chiama MigrAzioni – il teatro tra le comunità per la comunità – e che al Mila Pieralli di Scandicci, alla periferia inurbana di Firenze, ha portato in scena Sandokan, dello Zaches Teatro, in coproduzione con la Fondazione Teatro della Toscana e in collaborazione con Sociolab Ricerca Sociale, il tutto patrocinato dal Comune di Scandicci.