
SANTA CROCE (PI). È uno dei posti più anonimi della Toscana, Santa Croce sull’Arno: in realtà, non esiste; è un work in progress, una fabbrica costante, ma i pochi indigeni preesistenti all’industria hanno, nel tempo, fatto tesoro delle ondate di lavoratori che hanno ingrossato e contaminato la popolazione residente e da qualche anno, lungo una bisettrice geografica che coinvolge Pisa e San Gimignano, il Comune del pisano lambito pericolosamente e magnificamente dall’Arno è un fulcro artistico di spessore. Soprattutto da quando chi di dovere – e sono in molti, per fortuna – ha iniziato a tessere la tela della sostenibilità quotidiana, quella che non può certo esimersi dai sistemi di produzione.