PISTOIA. Il Circo, per fortuna, non esiste più. Luogo sacro, beninteso, ma quella rassegna coatta di fiere costrette a esibirsi per suscitare un unico gigantesco ohohohoho, è stato quasi del tutto abolito. I clown, però, gli acrobati, i prestigiatori, senza dimenticare i musicisti, e tutto ciò che produce insindacabile ammirazione da parte di chiunque, quelli vanno protetti, diamine. Tre di loro, al secolo Nuova Barberia Carloni, li abbiamo visti ieri sera al Piccolo Teatro Bolognini, in una platea gremita di bambini, purtroppo accompagnati dai rispettivi genitori, molti dei quali, mentre sibilavano shshshsh ai propri pargoli per farli tacere, controllavano, a ingiustificabili ritmi compulsivi, i propri telefonini, pensando, chissà, che l’irritante schermo luminoso azionato dai genitori risulti meno fastidioso dell’innocentissima voce dei figli. Ma Leonardo Adorni, Jacopo Maria Bianchini e Alessandro Mori, i tre aspiranti Figaro, essendo abituati a intrattenere un pubblico più piccolo, agli schiamazzi e ai contrattempi fonici e luminosi della sala sono necessariamente abituati e il loro spettacolo, un acrobatico, musicale, spiritosissimo puro impeccabile intrattenimento, non ne ha minimamente risentito.