di Letizia Lupino

PISTOIA. Tra le varie definizioni che si possono trovare, la danza viene spesso descritta, con un sentore di severità, come una disciplina che si esprime nel movimento secondo un piano ben prestabilito. E per quanto questo sia indissolubilmente e indistruttibilmente vero, ci piace però pensare che, nonostante, sia pervasa da una combinazione magica di aria e fuoco, fantasia e passione che, per antonomasia, difficilmente si possono imbrigliare in un ferreo schema. E così come a tanti bambini, che prima di andare a letto viene raccontata una fiaba, anche noi, pubblico del Teatro Manzoni di Pistoia, siamo stati coccolati da una narrazione classica e follemente sorprendente. Nell’affondare con sempre maggior comodità nelle poltrone di velluto la voce preregistrata che raccomanda un approccio rispettoso all’arte, silenzia in modo non omogeneo il pubblico; la chiacchierata attesa prima che la musica inizi, prima che lo spazio e il tempo comincino ad assumere una forma infinita ed indefinita e perciò ad avvolgerci completamente. La regia di Jiri Bubenicek ci presenta Cenerentola, balletto in un atto per quattordici danzatori che sfileranno e ci appassioneranno stuzzicandoci nell’atipicità di un grande classico che si sposa perfettamente con l’aria natalizia sempre più incalzante.