SCANDICCI (FI). In tempi molto sospetti, un angolo del genere sarebbe stato preso in ostaggio e probabilmente saccheggiato da chiunque pensasse che tutti hanno il diritto di godere. Saverio Cona invece, che abbiamo conosciuto proprio in quei tempi lì, sospetti, molto sospetti, ha capito che si possa prendere possesso di un oggetto così delicato facendoselo addirittura consegnare direttamente dalla Fonte e, con qualche accortezza degna di chi ha la possibilità di credere perché non crede, farlo diventare ancora più bello. Ci riferiamo al Castello dell’Acciaiolo, a Scandicci, un paradiso apocrifo che spunta in uno dei quartieri meno fiorentini di Firenze, dove Saverio Cona, appunto, con la collaborazione della direzione artistica affidata a Cristina Bozzolini, alla produzione di Serena Roberti e Irene Straccali e alla fotografia di Andrea Araya, Stazione Utopia, in parole altre, ma non certo povere, ha partorito Nutidà (si prosegue fino al prossimo 27 luglio), un Festival di danza che gode del contributo del Comune di Scandicci ispirato alla luce ai tempi del colera, a quei luoghi e ai suoi abitanti, un sito per nuove generazioni di danzatori e per quegli uomini e quelle donne che hanno saputo invecchiare dignitosamente, senza perdoni e senza compromessi, impresa ardua, visto e considerato che sono stati giovani in quei tempi molto sospetti.