di Caterina Fochi

LONDRA. Cosa succede se la globalizzazione attraversa l’arte? La risposta arriva dalle 160 opere, realizzate tra il 1960 ed il 1970 da artisti di tutto il mondo, presentate nella mostra The World Goes Pop in corso fino al 24 gennaio prossimo alla Tate Modern di Londra. Se il movimento della Pop Art, in Inghilterra prima e in America poi, ha infatti sviscerato e ridicolizzato la società e la cultura consumistica occidentale utilizzandone il gergo e le strategie, con questa originale mostra scopriamo che nel resto del mondo, dall’America Latina all’Asia, dall’Europa al Medio Oriente, fu anche e soprattutto un linguaggio universale di protesta che oggi più che mai risulta attuale.