di Sura Bizzarri

APRIRE gli occhi è un gesto comune. Non per chi è nato da poco, non per chi ancora deve assorbire meraviglia e stupore. Il grande corpo della madre è sospeso accanto a lui, nell’abisso, che la sua percezione ancora non riesce a concepire completamente. La temperatura è piacevole, il silenzio appena increspato da piccoli movimenti curiosi. Un picchiettamento di puntini frastagliati, là sopra, in alto, scuote la superficie che diventa maculata. Piove! Persino qua, nel profondo, si avverte quella punteggiatura disordinata che cade dal cielo. Sotto la superficie, nella pancia più profonda del frutto, protetto da una distanza che pare infinita, Jiiiii avverte con piacere la sensazione di protezione animata che quel picchiettare in superficie rende ancora più intima. I movimenti sono lenti e fluidi, il mare appena mosso è oleoso e caldo. Il suono si disperde in tanto spazio, si espande in grossi cerchi concentrici. Jiiiii ha un’attività onirica molto intensa. È piccolo, dorme molto. I suoi sogni sono inconsapevoli; contengono l’abisso, la vicinanza della madre che è in realtà parte stessa di lui. Naturalmente Jiiiii non crede nel destino. Per la verità neanche ha la consapevolezza completa di sé stesso. Impossibile possa concepire o meno un disegno nell’ambiente dove è contenuto, dove, inspiegabilmente, da un momento all’altro, ha cominciato a esistere.