di Simona Priami

SIAMO a Napoli, l’amata città di Maurizio De Giovanni, sempre più luminosa e variegata, profumata, bella ma complessa, durante una limpida e fiorita primavera, sono i difficili anni del Fascismo; il commissario Luigi Alfredo Ricciardi, personaggio introverso e solitario, si trova ad affrontare un altro caso delicatissimo, difficoltoso e singolare; vicino al luminoso mare partenopeo, viene trovato un cadavere barbaramente ucciso, una scena straziante: la vittima è un anziano prete, amato da tutti, Angelo, di nome e di fatto, un teologo, uno studioso, un confessore amico di tante persone, anche quelle importanti e nobili, personaggio vicino a tante famiglie anche quelle in vista, anche quelle che contano, ma che nascondono oscuri segreti. Il commissario è ancora costantemente torturato dal suo terribile segreto, egli ha spesso le visioni dei defunti di morte cruenta, sono fantasmi che chiedono aiuto, possono apparire quando vogliono, gridano, si muovono e parlano, ripetendo frasi enigmatiche ma significative, legate al momento del distacco dalla vita, un messaggio reale, ma da decifrare; possono essere bambini, ragazzi, donne, uomini, vecchi; sono spesso squartati e sanguinanti.