di Dora Donarelli

PISTOIA. Chi sono? Una superstite? Una nuova sensazione mi invade spesso quando ascolto, ormai da più di un mese, quei numeri strani abbinati alla sofferenza, alla morte, al sacrificio generoso di anime buone. Che fare? Vivo in un posto dove il verde, la luce, i profumi abbondano; posso muovermi, fare le cose di sempre o quelle che avrei voluto fare in passato e magari faccio poco ugualmente. Che cosa è cambiato? Che cosa cambierà? Qualcuno si è accorto che ci sono energie infinite in noi e che forse non le abbiamo mai usate nella direzione giusta? Qualcuno scopre la sua fragilità, la sua impotenza? Qualcuno ricorda un miracolo che un amico un giorno ha fatto per lui? Qualcuno è fiero di sé per quell’amore che ha saputo vivere intensamente? Qualcuno non si sente solo perché ha persone con lui e qualcuno si sente solo anche se ha persone con lui. Qualcuno ha paura? Io no. Ho incontrato tanti che si sono fatti scappare le opportunità che la vita propone. Siamo sordi spesso alle emozioni che ci riempiono, vittime di schemi scoperti e raccontati da altri. Questo è uno dei momenti nei quali l’intensità della vita vissuta riaffiora.