
UN’ALTRA estate di passaggio, ma decisiva. Non so se preceda o venga dopo le altre nelle quali sono ambientati i vari romanzi di Erri De Luca. Tu, mio, comunque, è l’ennesima perla, generazionale, asintattica, indispensabile per chi abbia almeno una volta, nella vita, amato e odiato, dell’autore napoletano, alle prese con l’isola delle vacanze davanti al Golfo di Napoli, liceale anomalo, attratto più dalla pesca che dai sensi ormonici. E poi Caia è troppo bella e soprattutto più grande del protagonista perché lui possa nutrire ambizioni. E poi c’è suo cugino, un infallibile tombeur de femme, con un fisico imponente, una naturale chimica simpatia, dignitoso strimpellatore di chitarra e per questo centro indiscutibile di attenzione nei falò notturni sulla battigia a oscurare le sue velleità.