di Marta De Sandre

Qualche giorno fa, nel lasso di tempo che ci vuole a finire due birre medie (che dalle mie parti è davvero un periodo brevissimo), mi sono ritrovata a parlare di libri con una persona che, salutandomi, mi ha detto: leggi Cartongesso, biascicando qualcosa su Céline che non ho ben capito. Scaricato sul kindle al costo delle due birre che mi aveva offerto, per cui praticamente gratis, l'ho divorato come da tempo non mi capitava. Non serve essere veneti per capire che la storia del “magico operoso nord-est” è reale quanto il regno di Gondor, ma che qualcuno, come Francesco Maino, lo facesse in questo modo, ovvero in Céline-style, senza remissione, senza paura, senza speranza, cinico, rancoroso, sarcastico e caustico è una cosa che sconquassa parecchio.