di Marta De Sandre

La felicità è nota per la sua scarsità. Il 3 dicembre 1980 Romain Gary si sparò indossando una vestaglia di seta che aveva acquistato per l'occasione, rossa perché il sangue non si notasse troppo. La delicatezza scelta per l'ultimo gesto della sua vita non fu frutto di un ricongiungimento tardivo all'amore verso il prossimo, tipico di tanti suicidi. Romain Gary era l'essenza stessa della delicatezza: il suo stile, spesso ironico, a volte amaro, è sempre e comunque aggraziato: le sue parole scivolano lievi come gocce distillate di pura bellezza. La saggezza, questa camomilla avvelenata che l'abitudine di vivere versa lentamente nel nostro gargarozzo, col suo gusto dolciastro d'umiltà, di rinuncia e di accettazione.