di Olimpia Capitano

LIVORNO. The Lighthouse, film del 2019, di Robert Eggers, con Willem Dafoe e Robert Pattinson, ha chiuso quest’anno il FIPILI Horror festival. Scelta netta e coraggiosa che rimarca la volontà di consolidare uno dei ruoli assunti dalla rassegna, ossia quello di saper proporre pellicole capaci di trattare il tema della paura in maniera niente affatto banale e senz’altro in modo tanto intimo e profondo quanto inquietante, implicando d’altra parte riflessioni tematiche e stilistiche complesse che, purtroppo, non sono state di frequente ben accolte dal mercato cinematografico. Questo è valso per The Lighthouse così come, d’altro canto, per la proiezione di Samp, del duo Rezza e Mastrella. Stupisce, quindi, ma purtroppo non del tutto, la relativamente scarsa distribuzione del film, che resta una visione complessa e delicata. O meglio, più che essere un’opera difficile in sé, difficoltà e lentezza di fruizione derivano dalla forza di un’immersione totalizzante entro un conflitto formalmente racchiuso nei confini di quanto si vede e delle storie che ne emergono, ma di fatto rappresentativo del fragile equilibrio della mente e dell’uomo nel mondo e nelle relazioni, con gli altri e con sé.