di Francesca Infante

CALENZANO (FI). Quaranta giorni in tutto. È iniziato da tre ore e diciotto minuti il 20 marzo 2020, l'undicesimo giorno, e io mi trovo a scrivere. Undici sono i giorni che il mio account Netflix mi vede connessa. Un numero imprecisato, sono le sigarette che ho fumato. Dopo aver guardato, in ordine cronologico: Orecchie (che vi consiglio come antidoto alla tristezza); puntate sparse di How I Met Your Mother; The Stranger; Russian Doll; Kill Bill Vol. 1 e 2 ( il Vol. 1 con doppia visione consecutiva); aver iniziato qualche orribile commedia romantica consigliata da Netflix (che, per inciso, ogni mattina, mi manda una notifica di buongiorno, ricordandomi di riprendere quelle duemila serie iniziate e mai finite), aver riletto metà del mio libro preferito (Dieci piccoli indiani della splendida Agatha Christie), la notte dell'undicesimo giorno (ormai alle ore 3:25), mi trovo a scrivere, per cercare di prendere sonno.