di Marcello Bugiani

La vendetta è un piatto che si consuma freddo, d'accordo, ma non tutti possono avere la pazienza, né la classe, di Edmond Dantès, alias il Conte di Montecristo. Anche José, tranquillo frequentatore di un bar di periferia, attende per anni il suo momento, poi, vendetta, La vendetta di un uomo tranquillo, sarà. Sì, perché il titolo italiano in realtà svela molto di ciò che attende l'ignaro spettatore: l'originale spagnolo, Tarde par la ira (Tardi per la rabbia), avrebbe lasciato un margine di suspense più ampio, almeno buona metà di film. Il buon Alfred Hitchcock avrebbe bacchettato i distributori italiani. Ma torniamo al film di Arévalo, qui alla sua prima prova da regista. Non si tratta, a mio modesto parere, di un capolavoro, ma di un film di buona e onesta fattura, con molte lacune, in primo luogo somigliare a tante pellicole già viste.