di Virginia Longo
BOLOGNA. Difficilmente si riesce a recuperare la dignità e la reputazione di un film che è stato bollato per sempre come il più disastroso flop della storia del cinema. Quando si parla di box office bomb i produttori e i registi fanno tutti gli scongiuri possibili perché il film che li terrorizza più di tutti è Heaven’s Gate, I cancelli del cielo, di Michael Cimino. Ideato come un kolossal che doveva durare più di sei ore, Cimino è riuscito a tagliarlo e a restituircelo in una versione ridotta di soli 213 minuti. Questa versione però non vedrà mai il buio delle sale cinematografiche, in quanto la United Artists, che ha speso più di 44 milioni di dollari per produrlo, ha obbligato il regista della New Hollywood a tagliarlo ulteriormente e a trasformarlo in una versione più fruibile per il grande pubblico. Ecco spiegato il motivo del suo insuccesso; Michael ha voluto fare il passo più lungo della gamba e ha fatto uno scivolone clamoroso. Conseguenze: solo tre milioni di incasso, il tracollo economico della United Artists e la fine dell’epoca hippy del cinema americano.